Asta del Barolo & Le Calandre

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Domenica scorsa si é svolta l’asta del Barolo organizzata dall’omonima Accademia nell’Enoteca Regionale del Barolo.
L’evento é stato preparato nei minimi dettagli ed é stato pensato in grande.
Questo é l’unico modo per promuovere il terroir del Barolo, uno dei più importanti al mondo: bisogna coinvolgere personaggi all’altezza. I costi sono sicuramente alti, é vero, ma conviene organizzare meno eventi e puntare solo su appuntamenti di eccellenza.
L’asta é stata organizzata in passato dal produttore Gianni Gagliardo che, ultimamente, ha coinvolto altre cantine riunite nell’Accademia. Quindi una sorta di fondazione privata e, se ho capito bene, senza finanziamenti pubblici. Ho notato solo due personaggi politici: il parlamentare pugliese Boccia (PD) ed una europarlamentare di cui non ricordo il nome (però molto carina!).
Hanno lavorato in completa autonomia senza scendere a compromessi coinvolgendo per il pranzo uno dei migliori ristoranti italiani: Le Calandre dei fratelli Alajmo di Rubano (tre stelle Michelin).
Una delle cose più importanti era la presenza in sala di diversi compratori stranieri: solo al mio tavolo c’erano quattro rappresentanti della Honk Kong Wine Society. Inoltre erano collegati via video compratori da Dubai e da Honk Kong (i lotti più importanti sono stati acquistati proprio da loro).
Questa é la direzione giusta per promuovere il re dei vini e del suo terroir: un ambiente altamente professionale ed internazionale.
Meno fenomeni da baraccone e baracconi, meno veline e più professionalità e serietà: ecco cosa richiede il Terroir del Barolo, Barbaresco e tartufo bianco.
Ma bisogna continuare a crescere. Tutti.
Per questo mi piacerebbe che l’idea e l’esperienza di Gianni Gagliardo venisse condivisa da molti più produttori. La mia vicina, Magalie Nay del Grand Jury, nonostante stesse apprezzando l’asta ed il suo contorno, mi ha chiesto il perché dell’assenza di altri produttori di Langa. Domanda più che legittima.
Come potevo rispondere?
Forse eccessivo provincialismo? Non lo so. E non penso sia un problema localizzabile alla zona del Barolo. Credo che la stessa situazione l’avremmo riscontrata a Beaune.
Il Terroir continuerà a crescere se più aziende parteciperanno e saranno coinvolte.
Un Terroir forte ed unito che punti all’eccellenza: questo é il modo con cui bisogna presentarsi al mondo.
Senza dimenticare che l’idea vincente é stata di Gianni Gagliardo e dei suoi colleghi dell’Accademia: Franco Martinetti, Damilano, Azelia, Scavino, Pio Cesare, Chiarlo, Poderi Luigi Einaudi, Cordero di Montezemolo, Prunotto, Sandrone, Vietti.

A few picks of the event.

Dopo il sontuoso aperitivo ecco la sala pronta per il pranzo.

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Questo il menu de Le Calandre con una straordinaria selezione di ben 12 Barolo in abbinamento.
Veramente da sballo!
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Grande Piatto: Filetto impanato, ma non cucinato, con salsa di nocciole e gocce di Worchester.
Qui c’è tutta la classe e l’immaginazione di Massimiliano: la carne é impanata ma non cotta, geniale! La salsa alla nocciola é di un’eleganza fuori dal comune ed é bilanciata dal leggero amaro delle foglie di rucola. Veramente Grande.

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Grande Piatto, storia della cucina italiana: Risotto bianco con polvere di caffè e capperi di Pantelleria.
Questo é uno dei piatti più conosciuti di Massimiliano ed é nella storia della cucina italiana dei primi anni 2000. Un vero Classico!

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Osso alle erbe.

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Coscia d’oca croccante con crema soffice di patate, semi, germogli e finocchi allo zenzero.

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Grande Dessert: Cioccolato e nocciola in tazza.
Ancora classe ed eleganza: al centro della tazza un gelato alla nocciola a giusta temperatura, non ghiacciato e molto cremoso. Dopo la carne cruda ecco un altro esempio di come l’esperienza di un grande chef possa portare nuove idee e nuovi modi di utilizzare la nostra materia prima.

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More picks of the auction.

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Two lots of the Barolo auction.
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L’Accademia del Barolo.

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ENGLISH TRANSLATION

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Last Sunday I’ve been at the Barolo wine auction organized by the Accademia del Barolo in the Enoteca Regionale del Barolo.
The event was very well done and it was thought big.
This is the only way to promote the terroir of Barolo, one of the most important in the world: you have to involve the best professionals. Costs are high, that’s true, but it’s much better to organize less events, focusing on a few major appointments.
The auction has been organized in the past by wine producer Gianni Gagliardo which, lately, has involved other wineries gathered in the Academy. A kind of private foundation and, if I understand correctly, without public funding. I noticed only two politics at the auction: the Apulian parliamentarian Boccia (PD) and a European parliamentarian (just can’t remember her name but she was very good looking!).
The Academy worked in complete autonomy without compromises involving one of the best Italian restaurants: Le Calandre in Rubano of the Alajmo brothers (three Michelin stars).
Then it has been very important to have several foreign buyers at the auction: only at my table there were four representatives of the Hong Kong Wine society. Furthermore other buyers were connected via video from Dubai and Hong Kong (major lots were bought by them).
This is the right direction to promote the King of wines and its terroir: an highly professional and international environment.
Less show and more professionalism and seriousness: here is what requires the Terroir of Barolo, Barbaresco and Alba white truffle.
But we must continue to grow. Everybody.
I would like that Gianni Gagliardo’s idea and experience was shared by many more wine producers. My neighbor at the auction, Magalie Nay of the Grand Jury, was definitely enjoying and appreciating the auction but she asked me about the absence of other wine producers of the Barolo area. Right question.
What could I answer?
Maybe too much provincialism? I don’t know and I don’t think it’s a problem of the Barolo area. I think we would have had the same situation in Beaune.
This Terroir will continue to grow if more companies will participate and will be involved in the project.
A strong and unified Terroir that aims to excellence: this is how it must appear to the world.
Without forgetting that Gianni Gagliardo and his colleagues of the Academy (Franco Martinetti, Damilano, Azelia, Scooper, Pio Cesare, Chiarlo, Poderi Luigi Einaudi, Cordero di Montezemolo, Prunotto, Sandrone, Vietti) had the winning idea.

A few picks of the event.

After a great aperitif everything is ready for lunch.

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This is Le Calandre’s menu with an incredible selection of 12 different Barolo.
Stunning!
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Great Dish: Breaded tenderloin, uncooked, with hazelnut sauce and a touch of Worcester sauce.
There’s here all Massimiliano Alajmo’s class and imagination: meat is breaded but uncooked, brilliant! Hazelnut sauce has a unique elegance matching with the slightly bitter rucola. Awesome.

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Great dish, Italian cuisine history: White Risotto with powdered caffé and Pantelleria capers.
This is one of the most famous dishes of Massimiliano and it’s definitely in the Italian Cuisine history of the years 2000. A real Classic!

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Veal bone with aromatic herbs.

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Crispy gingered goose leg with creamed potatoes, mixed seeds, sprouts and fennel.

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Great Dessert: Chocolate and hazelnut cup.
Again class and elegance: the core is an hazelnut ice cream at the right temperature, not too cold and hard, very creamy. After the raw meat this a second dish where the experience of an important chef brings new ideas and different ways to use Piedmont products.

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More picks of the auction.

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Two lots of the Barolo auction.

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L’Accademia del Barolo.

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