Miglior pranzo di sempre all’Ost. Francescana, Massimo Bottura è il numero 1 .


Giovedì scorso 16/03 ho fatto il mio miglior pranzo all’Osteria Francescana! Non solo: sono davvero convinto che Massimo Bottura sia il numero 1. 

Invece  di andare indietro…va avanti!

È infatti uno dei pochissimi della sua generazione a non aver perso il fuoco, il desiderio per la voglia di creare, ricercare, guardare oltre, essere visionario e sognatore. Molti suoi coetanei hanno ‘rallentato’. Questo è fisiologico, oppure può accadere quando si raggiungono grandi riconoscimenti: con le due o tre stelle alcuni possono vivere di rendita con i loro piatti classici. Anche la crisi economica ha ‘minato’ lo spirito di molti grandi cuochi; poi ci sono quelli che hanno iniziato carriere parallele, investendo se stessi in altri progetti (cosa assolutamente lecita). 

Massimo Bottura non ha mai rallentato (ma mi vengono in mente anche Nicola Portinari e per certi versi anche Davide Scabin). Bene! La sua forte identità modenese ed italiana ha viaggiato, si è trasferita nel mondo. Questo si vede nella sua cucina: ha raggiunto la maturità stilistica. Provincialismo e localismo di altissimo livello si internazionalizzano. In questo eredita la missione e la lezione di Cantarelli. Ovviamente rapportato al mondo di oggi, nel nuovo millennio. 

Entrambi partono dalla provincia profonda. 

Cito Sandro Chia, intervistato due giorni fa da Mario Platero a Radio 24. L’artista lascia l’Italia anni fa per gli USA: ‘…il fatto di essere fiorentino, di aver studiato, vissuto e di avere nel proprio DNA l’arte, è un tesoro, un deposito personale che va fatto valere e che ti trasporta nel mondo. Il mondo ti fa apprezzare quello che sei piuttosto che metterlo in crisi e produrre un adeguamento. È il contrario: quello che sei penetra questa realtà altra che tanto più è diversa, e tanto più ha bisogno di te.’ Grandi parole! Questo penso quando assaggio i piatti di Bottura e quando lo sento parlare. È davvero un italiano nel mondo!

Da qui le Contaminazioni. Una parola usata spesso da Massimo l’altro ieri parlando dei suoi piatti. Partire dal meglio del locale per aprirsi all’esperienza globale. Prodotti, tecniche, terroirs che si incontrano in un piatto per mano dello chef.  

Sembrano parole già sentite, probabilmente esperienze già vissute, ma non in maniera così intensa e radicale. Possiamo avere intravisto qualcosa in un piatto qua e là. Ma qui stiamo parlando di uno stile di cucina. Tutto il suo Menu ha questa impronta. E non solo da oggi (leggi qui e qui). Oggi mi sembra che ci sia più precisione su tutto. Più consapevolezza.

In Italia non esiste un messaggio così definito in questo momento.

È l’unico che ha il coraggio di distaccarsi psicologicamente dalla tradizione, la sua cucina implica storia e tradizione e che si confrontano nell’esperienza globale. Qui è il numero 1. 

Evolvere la tradizione misurandosi con il villaggio globale. Questo non è futuro. Questo è oggi, contemporaneità. È il cuoco del nostro tempo. 



P.S.

Nei prossimi giorni il menù che ho degustato.

Photo from www.osteriafrancescana.it 

Miglior pranzo di sempre all’Ost. Francescana, Massimo Bottura è il numero 1 .

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