Rest. AL GATTO NERO: TORINO’S HERITAGE OF GASTRONOMY

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‘In un mondo in cui tutto cambia velocemente (forse troppo) é bello tornare al rist. Gatto Nero e vedere che qui invece nulla é cambiato.’
Così iniziava una mia scheda per la guida ristoranti del Gambero Rosso di alcuni anni fa.
Questo ristorante é così: immutabile ed imperturbabile davanti alle mode effimere e passeggere del nostro tempo. Rimane un modello di cultura gastronomica ineguagliabile!
Di più: é l’unico ristorante che abbia veramente segnato un’epoca della gastronomia torinese, quella che va dalla fine degli anni cinquanta fino ai giorni nostri. Una vita! Più di una generazione di cuochi torinesi si sono formati in questa cucina.
Una cucina dal fascino mediterraneo e toscano davanti alla quale i torinesi non hanno saputo resistere: é stato amore a prima vista.
Noi subalpini abituati alla cucina francesizzante del burro con i suoi annessi e connessi, una cucina importante più invernale che estiva, ci siamo trovati di fronte alla cucina dell’olio di oliva, delle erbe, della semplicità espressiva e di grande impatto che ha contaminato per sempre lo stile gastronomico torinese.
Il nostro savoir faire, le nostre ricette, i nostri prodotti abbinati allo stile immediato, dieteticamente più corretto, pulito e schietto toscano: ecco i menus di tanti chefs torinesi degli anni 70, 80, 90 fino ai giorni nostri. Questo é stato e può ancora essere considerato lo stile torinese. Pensate a Moreno Grossi (cugino primo dei Vannelli) ed alla sua Smarrita, ad Umberto Chiodi Latini (ex della Smarrita, ora con il suo Vintage 1997), e poi ancora Donato Mecca del Crocetta, Giovanni di via Gioberti. E tanti altri ancora .
Nel dopoguerra Torino, Milano, il Nord sono stati la meta dell’immigrazione di cuochi e vivandieri originari dalla Toscana, dalla Lucchesia in particolare.
A Torino arrivarono i Vannelli da Altopascio con il Gatto Nero a far da capostipiti a questa immigrazione, a Milano possiamo individuare nella famiglia Moroni (Aimo e Nadia) di Chiesina Uzzanese dei personaggi di pari livello ed influenza.
Il Gatto Nero rimane uno dei migliori 4 ristoranti di Torino.

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Ma adesso andiamo a cena.
Una volta dentro noterete un design che nei primi anni sessanta doveva essere percepito come all’avanguardia (é moderno ancora oggi). Il ristorante fu concepito e realizzato da grandi architetti mentre si costruiva il condominio: gli spazi vennero studiati ad hoc per un grande ristorante, cucina e cantina molto spaziose, addirittura fu realizzata anche una camera per la frollatura della carne (grande specialità della maison).

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La famiglia Vannelli vi accoglie al gran completo: Gilberto e la signora Giuseppina con il figlio Andrea.
Consiglio sempre di concordare con Andrea e Gilberto un ‘percorso': il ‘menu degli assaggini’ che rivoluzionò in quegli anni il servizio compassato del menu piemontese.

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Gilberto Vannelli, classe 1938, tutti i giorni al ristorante.

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Per i vini fatevi consigliare da Andrea: classe 1968, egli é un Sommelier di grande esperienza e gusto. Sicuramente di livello nazionale!
Se nota in voi passione per il vino si esalta.

-Abbiamo iniziato col metodo classico Marzani Brut 2002 delle cantine Deidda: molto interessante, fatto con vitigni autoctoni, typé e racé come si conviene ad uno spumante sardo.

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-Piatto storico torinese: Insalatina di mare.
Questa preparazione non piemontese e portata dall’immigrazione di cuochi toscani é diventata un classico della mia città. La mangiate in vari ristoranti: Giovanni e Crocetta offrono due ottime versioni. Questa però rimane l’originale! Seppioline, calamaretti, gamberetti, pane pesto, limone, olio buono…..Insomma veramente ottima!

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-Chateau Musar Blanc 1991.
Un grande vino. Colore ambrato, una punta di ossidazione, ma frutta matura ed aromi floreali su tutto. Un vino molto in forma!

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-Grande piatto: baccalà mantecato con patate.
Un classico del ristorante, pesce delle Lofoten, patate ottime, il solito grande olio ed una spruzzata di pepe nero. Questo classico della cucina italiana qui é servito in maniera antologica.

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-Tortino di alici, pomodorini, capperi, origano.
É talmente buono nella sua semplicità che non ha bisogno di altre parole. Solo da godere!

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-Piatto storico del ristorante: Spaghetti alla Peppino Fiorelli. La storia ve la racconteranno i Vannelli; la pasta é condita con carciofini, capperi, poco pomodoro. Sapori intensi. Perfetto.

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-Chateau Musar rosso 1997.
Sempre un vino di livello mondiale. Molto elegante e feutré anche se non é la migliore bottiglia che abbia bevuto di questo domaine.

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-Grande piatto di pasta senza tempo: Paccheri al ragù di costata (o ragù degli amici).
Imperdibile. Ragù da antologia, con una nota di parmigiano commovente!

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-Costata con patate fritte fiammifero.
É la specialità della maison. Generazioni di torinesi hanno frequentato questo indirizzo solo per la carne. Bisogna ammettere che questa famiglia é l’unica sul territorio ed una delle pochissime in Italia ad avere una cultura importante sulla carne da bistecca, sulla frollatura e sulla cottura. Molti parlano ma non hanno la minima cognizione di quel che dicono sulla carne! E qui ne avrete la conferma.

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-E le patate fritte?
Sono lo spauracchio dei ristoratori italiani (e da qualche tempo di parecchi francesi).
Non dovrebbe essere così però. É una constatazione deprimente.
Questo é uno dei 5 ristoranti che le fanno a regola d’arte qui a Torino.

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Una menzione speciale ai coltelli della coltelleria Tenderini (gli stessi che uso in casa): la perfezione va ricercata in ogni dettaglio!

Ed ora quattro desserts per quattro commensali abbinati a quattro diversi vini: Andrea si sorpassa in talento! Guardate!

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-Gelato al pistacchio, polvere di caffè e gin Tanqueray.
-Moscato Passito Cinzano degli anni 30. Un vino nero, sublime, intenso, cremoso, di classe.

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-Bunet. Buono come pochi. Questo classico contadino non mi é mai piaciuto molto, era un dolce povero: poco cioccolato e molto amaretto. Vale poco. Enrico Crippa ne cucina una versione con molto ottimo cioccolato e la differenza si vede. Questa versione é poco dolce e più amara: gusto imponente!
-Magistralmente abbinato al Vermut torinese ‘Vei Turin’ degli anni 30….da sballo! Sono le chicche che trova Andrea…

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-Crostata alla ricotta.
-Passito di Pantelleria 09 ‘Nes’ di Pellegrino. Un vino assolutamente perfetto: goduria pura!

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-Zuccotto Fiorentino.
-Moscato di Siracusa Fausta Mansio. Di nuovo un abbinamento da pubblico encomio e di grande libidine.

Un ambiente ovattato e professionale, un servizio vini impareggiabile, una cucina che non sbaglia mai….insomma una cena eccellente!

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Happy people after a a great meal in Gatto Nero.
Left to right: Patrick Ricci of Pomodoro e Basilico pizzeria, Wine Bloggers Luigi Fracchia and Vittorio Rusinà of Gli Amici del Bar.


ENGLISH TRANSLATION
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‘In a (very) fast changing world it’s nice to go back to rest. Al Gatto Nero and see that nothing really changed here’.
This is the beginning of the article I wrote several years ago for the Gambero Rosso restaurants guide about this restaurant.
That’s how this place is: unchanged, steady against new and evanescent trends.
This is an incomparable model of gastronomic culture!
I’d say more: this is the only restaurant that really has marked an era in Torino gastronomy, frome the 50s to nowadays. A lifetime! More than a generation of Torino chefs started in this kitchen their professional career.
Torino people couldn’t resist this fascinating Mediterranean and Tuscan cuisine: it’s been love at first sight.
We are used to a cuisine that is very close to the (buttery) French style, an important cuisine style more wintry than summery. We suddenly faced the olive oil cuisine, the herbs, a cuisine of spontaneity and simplicity of expression but definitely characterful that has contaminated for ever the Torino gastronomic style.
Our savoir faire, our recipes, our products combined to the straight, clean and dietetically more correct Tuscan style: here is the menus of so many Torino chefs of the 70s, 80s, 90s to present days. This has been and can still be considered the real Torino style. Just think about Moreno Grossi (cousin of the Vannellis) and his restaurant Smarrita, or to Umberto Chiodi Latini (former staff at Smarrita and now with his own Vintage 1997), and then Donato Mecca and his restaurant Crocetta or Giovanni in via Gioberti. Then so many others.
After World War II Torino, Milano and the whole North have been joined by the immigration an whole generation of chefs from Tuscany, especially from the Lucca country side.
The Vannelli family got to Torino from Altopascio with their Gatto Nero leading this particular immigration; in Milano we can say the Moroni family (Aimo e Nadia) from Chiesina Uzzanese did the same over there.
Al Gatto Nero is still one the best 4 Torino restaurants.

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But let’s go for dinner now.
Once inside the restaurant you will notice the special design of the 60s that was probably perceived as avant-garde at the time (it’s actually still modern nowadays). This restaurant was designed by famous architects while they were building the whole building: the area inside was imagined with the only purpose to make a great restaurant, with big kitchen and winery. A special room for beef aging was made since beef is the speciality of the house.

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The whole Vannelli family will welcome you: Gilberto and wife Giuseppina with their son Andrea.
My advice is to always choose a selection of dishes from the menu with Andrea and Gilberto: it’s the ‘assaggini menu’ (a large choice of smaller portions) that made a real revolution in those years in the classic and composed Piedmont menu.

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Gilberto Vannelli, born 1938, everyday at the restaurant.

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Follow the advices of Andrea when choosing the wine: 1968 born, he’s a Sommelier of great experience. Definitely of national level!
If he notices you have a real passion for wine he will be very excited in serving you!

-Our first wine was a metodo classico Marzani Brut 2002, Deidda winery: very interesting, made with autoctone grapes, with a lot of caracther as you would expect from a Sardinia sparkling.

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-Historic Torino dish: seafood salad.
This dish hasn’t Piedmont origins but it came along with the Tuscan chefs immigration and it is nowadays a solid classic dish of my hometown. You will eat it in several restaurants in town: both Giovanni and Crocetta offer two delicious versions. But this one is the original! Baby squids, calamari, mashed bread, lemon, great olive oil…..Just wonderful!

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-Chateau Musar Blanc 1991.
A great wine. Amber color, a hint of oxydation but ripe fruit and floral aromas above all.
Definitely a wine in really good shape!

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-Great dish: baccalà mantecato with potatoes.
A famous dish of this restaurant, fish from the Lofoten Islands, great potatoes, a fantastic olive oil and crushed black pepper. A classic of the Italian cuisine served here with anthological perfection.

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-Anchovies, cherry tomatoes, capers, oreganon.
This is so good and satisfying that I won’t add any other words.
Just enjoy it!

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-Historic dish of the restaurant: Spaghetti Peppino Fiorelli. The Vannellis will tell the history of this dish: pasta is dressed with artichokes, capers, some tomato. Intense flavours. Perfect.

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-Chateau Musar red 1997.
Still a wine of world wide level. Very elegant and smooth even if this isn’t the best bottle I ever had of this domaine.

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-Great dish of pasta out of time: Paccheri with beef ragù (the friends ragù).
Don’t miss it. Ragù is anthological, with a breathtaking Parmesan hint!

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-T-bone steak with pommes frites allumettes.
This is the house speciality. Generations of Torinesi have been here only for their beef. We have to say that this family is the only one in town and one of the very few in the nation to have an important culture and knowledge about beef for steaks, its aging and about cooking techniques.
Many are talking too much about beef but they just don’t have a clue of they’re talking about! Here you will better understand this.

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-What about the fries?
Now this is the nightmare of Italian restaurateurs (and lately many French too).
But this isn’t how things should be. This is really depressing.
This is one of the 5 restaurants that make it perfectly here in Torino.

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A special picture for the ‘coltelleria Tenderini’ knives (the same ones I use at home): you have to aim to perfection in every single detail!

And now four desserts for four customers combined with four different wines: ora quattro desserts per quattro commensali abbinati a quattro diversi vini: Andrea offers the best of his talent! Keep reading!

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-Pistachio ice cream, ground coffe, gin Tanqueray.
-Moscato Passito Cinzano from the 30s. A black wine, sublime, intense, creamy, classy. Un vino nero, sublime, intenso, cremoso, di classe.

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-Bunet. One the very best you can have. I never really liked this countryside dessert since it was a cheap dessert: very little chocolate and a lot of amaretto biscuits. It’s not worth. Enrico Crippa cooks well the Bunet using a lot of good cocoa, you just can taste the difference. This recipe is less sweet and more bitter: impressive taste!
-Masterly served with Torino Vermut ‘Vei Turin from the 30s….amazing! These are the surprise bottles that Andrea can find….

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-Ricotta cake.
-Pantelleria Passito 09 ‘Nes’, Pellegrino winery. Definitely this wine is perfect: ultimate pleasure!

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-Zuccotto Fiorentino.
-Siracusa Moscato, Fausta Mansio winery. Again a matching that deserves a standing ovation and that offers immense pleasure!

A smooth and professional environment, a unique wine service, a cuisine that would never make a mistake….well an excellent dinner!

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Happy people after a a great meal in Gatto Nero.
Left to right: Patrick Ricci of Pomodoro e Basilico pizzeria, Wine Bloggers Luigi Fracchia and Vittorio Rusinà of Gli Amici del Bar.

Rist. Al Gatto Nero
C.so Turati 14 – Torino
+39 011 590414

One Comment

  1. Gil hai scritto che il Bonet è più buono da quando hanno aumentato le dosi di cioccolato solo per provocarmi perchè ti avevo detto che a me piace di più nella versione chiara. ;)
    Grande serata al Gatto Nero grazie alla famiglia Vannelli e a te che ci hai condotto attraverso ottanta anni di storia della gastronomia torinese.

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