Saloni Vin Nature di Angers 2006/2016: dopo 10 anni è chiara la scelta delle nuove generazioni. 


Photo: Iago Bitarishvili (left) pouring his Chardakhi. Sunday 30th january 2016 salon Les Pénitentes, Angers.

Articolo pubblicato il 22/02/2016 sul sito Velier qui.

Dopo esattamente 10 anni torno ad Angers per i grandi saloni del vino naturale francese. Nel 2006 ci andai con Fabio Luglio. Era tutto molto nuovo ed elettrizzante per me. Certo, frequentavo Villa Favorita dalla prima edizione, ma il viaggio in Loira fu epocale. All’epoca il tutto si svolgeva nel Castello di Angers: sopra il salone della Renaissance des AOC con tutti i grandi nomi del vino francese e sotto, nei sotterranei, la Dive Bouteille con i produttori più giovani, l’avanguardia. Di quell’edizione ricordo di aver conosciuto nel salone della Renaissance alcuni mostri sacri: Aubert De Villaine, Nicolas Joly, Jean Pierre Amoreau. Di sopra l’ambiente era luminoso, spazioso e professionale, mentre la Dive era praticamente al buio, al freddo e gli spazi erano strettissimi. Alcuni vignerons non avevano trovato posto all’interno: erano fuori con le bottiglie appoggiate sulle casse del loro vino fungenti da banchetto. Ambiente davvero underground. Tra le due manifestazioni direi che si potevano contare circa 200 vignerons. Incontrai solo due italiani: la produttrice di Moscato D’Asti Alessandra Bera ed il grande selezionatore/degustatore torinese Walter Pugliese.

Ora dopo 10 anni di bottiglie ne sono state stappate tante, si è scritto e detto tantissimo ed è cambiato il mondo.

Oggi le manifestazioni qui ad Angers sono ben 4: la Renaissance des AOC al Grenier St. Jean, Les Pénitentes nell’omonimo Hôtel è organizzata dal vigneron Thierry Puzelat, La Dive Bouteille a Saumur nelle suggestive cantine Ackerman scavate nel tufo e Les Anonymes che raccoglie tutti quelli che non hanno trovato posto negli altri tre saloni. In totale erano presenti poco più di 400 vignerons! E non solo francesi: nutrita la presenza degli italiani, alcuni Georgiani, poi Austriaci, Tedeschi, Spagnoli ma anche le avanguardie dal nuovo mondo: California, Australia, Chile e Messico. Insomma una crescita esponenziale. I numeri più grossi però sono quelli del pubblico: quattro manifestazioni davvero affollate. Oltre ai cavistes, sommeliers et bistrotiers francesi, oggi si incontrano parecchi loro colleghi dal Nord Europa (Scandinavi, Tedeschi, Belgi,Olandesi), americani e canadesi, orientali, molti anche gli Italiani visti in giro. Ho notato diversi Spagnoli: tra questi non poteva mancare un compiaciuto Josep Roca che è praticamente venuto in giornata per una rapida visita a La Dive.

I numeri parlano chiaro: l’inversione di tendenza culturale è conclamata! In dieci anni ho visto cambiare e crescere il mondo del vino naturale/artigianale. Sarà la crisi (che ha reso il consumatore estremamente attento a ciò che compra e consuma) oppure sarà semplicemente un dato di fatto ed una presa di coscienza generale, ma la storia si svolge qui.

Non lo si nota solo dalla qualità e dalla preparazione del pubblico (come si è sempre notato nei saloni divino naturale), bensì dalla sua età. Nel 2006 avevo 36 anni ed ero piuttosto ruspante! Oggi con i miei 46 anni posso dire che ero tra i più…’grandi’. Pochi degustatori più ‘grandi’ di me, sui 50/60 anni diciamo. Il pubblico era molto giovane! Anche parecchi vignerons erano giovanissimi.

Tutti questi giovani sono il futuro.

Quindi abbiamo capito dove va il mondo nei prossimi anni: decisamente verso la qualità del prodotto artigianale e consapevole.

I vignerons ed il pubblico del 2006 si sono moltiplicati. Cosa nascerà nei prossimi 10 anni dai vignerons e dal pubblico odierno del 2016?

Non sono il solo ad essere invecchiato e ad essere diventato maturo. Mi ha fatto piacere rivedere dei vignerons, giovanissimi nel 2006 con dei vini quasi sperimentali, presentarsi nella loro maturità lavorativa e professionale. Penso al mitico Xavier Caillard (vedi foto) di Jardins des Esmeraldins: nel 2006 presentava la sua prima annata, il 1999. Oggi al salone della Renaissance presenta il suo Chenin 2009: davvero unico ed eccellente. Come lo era già il 1999.

Anche Benoît Courault (vedi foto) ha il viso scavato da qualche ruga, ma i capelli ricci ed spettinati sono sempre gli stessi. I vini no. Sono quelli di un grande di Loira: Chenins precisi, intensi, davvero di grande personalità. A lui è legato il mio più bel ricordo de La Dive 2006: al buio ed al freddo condivideva il banchetto con un grande, Marcel Lapierre. Mi stupì questo famoso vigneron che invece di stare sopra al salone della Renaissance con tutti i grandi, se ne stava sotto al freddo a condividere il banco con questo giovane e le sue poche bottiglie del primo millesimo (2005) con le etichette scritte a mano!

A Les Pénitentes c’era il grande Jean François Nicq di Les Foulards Rouges con…suo figlio, un ragazzo sui 17/18 anni! (Vedi foto)

Dunque i giovani, produttori ed appassionati, di 10 anni fa sono ormai parte integrante di un movimento; inoltre i giovani di oggi, produttori e consumatori, sono molti di più: si sono decuplicati! Chiaro segnale di come si stiano evolvendo i gusti in Francia ed a livello internazionale:

le nuove generazioni hanno già scelto la qualità! 

Ecco il mitico Xavier Caillard, dom. Jardin Des Esmeraldins. 

Un altro grande di Loira: Benoît Courault. 

E per finire Monsieur Nicq Junior. Dom. Des Foulards Rouges. 

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